IL GATTO E LE STREGHE
 
                   
 
 
                                        
 Bastet

raffigurazione del Dio gatto degli Egizi
 
Il dio egizio che accompagnava gli spiriti nell'aldilà,
 
era Bastet, raffigurato come un gatto nero.
 
Aveva il compito di aiutare le anime nel difficile trapasso

 

                                      


                   --------------------------------------------------
 
 
 
 Curiosità sui gatti neri
 
Ad eccezione del nord dell'Inghilterra,
 
 dove era considerato fortunato il possessore di un gatto nero,
 
ma sfortunato chi ne incrociava uno senza padrone,
 
 i gatti neri furono da sempre identificati con il satanico
 
 e per questa ragione perseguitati.
 
 Ma vi furono alcune civiltà che li adoravano,
 
ad esempio gli Egizi.
 
 Il gatto è  stato associato in particolare alle streghe,
 
delle quali ne è il fedele compagno di malefatte. 
 
 Questa idea può derivare dal fatto che il gatto,
 
 seppure sia diventato domestico da milioni di anni,
 
ha tuttavia conservato istinti  e atteggiamenti misteriosi.
 
Il cacciare prevalentemente di notte,
 
il non ubbidire come il solerte cane agli ordini dell'uomo,
 
 l'avere, (se si può parlare di carattere per gli animali)
 
 un carattere totalmente libero, hanno fatto del gatto un mistero.
 
 E' stato legato così al notturno,
 
al magico e alla luna, quindi alla donna,
 
 per quell'associazione di idee che si contrappone
 
 a quella che vede il sole come uomo.
 
Le sue pupille, simili a globi luminosi,
 
 fecero sorgere la credenza in passato,
 
che potesse prevedere il futuro.
 
 Alcuni comportamenti venivano osservati dalle popolazioni,
 
 perchè credevano che potessero segnalare le variazioni meteorologiche.
 
Ad esempio, se il gatto faceva le capriole,
 
 ci sarebbe stato molto vento,
 
se si strofinava spesso le orecchie,
 
 pioveva.
 
 
 

 IL GATTO E LA SUPERSTIZIONE

 

 


Se all'inizio di una nuova situazione si incontrava un gatto,
 
era un segno di disgrazie,liti e cambiamenti di tempo.
 
Nel medioevo i gatti erano considerati gli animali delle streghe,
 
da uccidere per scacciare il demonio e per tenere lontano le disgrazie,
 
 da scaraventare giù dalle torri, bruciare, gettare nel forno,
 
e a volte seppellire vivi nei campi.
 
oppure da murare negli edifici per prevenire eventuali danni.

Ai giorni nostri, invece, il gatto annuncia una visita
 
e prevede il tempo,
 
 ma porta anche fortuna,
 
oppure disgrazia,
 
 ad esempio una morte in famiglia.
 
Per le visite esiste una casistica ben precisa:
 
 se l'animale si pulisce la parte anteriore del corpo arriverà un uomo;
 
se si pulisce quella posteriore,
 
 invece una vecchia;
 
se si lecca la coda,
 
il visitatore non sarà una persona simpatica,
 
 
ma se si lecca tutto il corpo, si gratta dietro l'orecchio
 
e poi si passa la zampa sul naso,
 
c'è da aspettarsi l'arrivo di un ospite gradito.

I versi di questi animali, specialmente al venerdì notte,
 
preannunciano una lite.
 
Un tempo, per far abituare alla casa
 
 un gatto ricevuto in regalo oppure acquistato,
 
era necessario tagliargli alcuni peli e metterli sotto una gamba del tavolo,
 
oppure usare uno straccio come filtro per il caffè.
 
 Alcune parti del suo corpo rendono invisibili o invunerabili,
 
e la medicina popolare ne utilizza sterco,
 
orina, pelle, cenere e altro contro molti tipi di malattie.
 
 
GATTO NERO
 
 
 Si diceva che, se attraversava la strada, porta sfortuna.
 
Ma dall' incontro con un gatto nero ci si aspettava talvolta anche fortuna,
 
purché fosse la prima cosa vista, al mattino o a Capodanno.
 
I dolori articolari si potevano guarire frizionando col grasso riscaldato di un gatto nero.
 
 Chi tiene un gatto nero, si diceva, diventerà anche lui nero.
 
Ma si diceva anche:

A casa tua tienti vicino,

un gatto e un gallo di color corvino.

Di notte non si doveva picchiare un gatto nero con la mano destra,
 
altrimenti tutto il braccio si sarebbe paralizzato.
 
Per guarire, chi aveva la febbre
 
doveva ingerire tre gocce di sangue tolte dall'orecchio di un gatto nero,
 
 oppure tormentarne uno finché giaceva morto stecchito.
 
 
Tratto da "DIZIONARIO DELLA SUPERSTIZIONE" di Helmut Hiller Edito da Franco Muzzio Editore ;
 
 
 
 
                            INDIETRO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
-